di Gianandrea Gaiani
26 agosto - Un anno dopo le “linee
guida” del generale McChrystal, i 130 mila soldati
alleati schierati in Afghanistan hanno ricevuto nuove
indicazioni dal generale David Petraeus, da meno di due
mesi alla testa delle forze alleate in Afghanistan. Il
testo di quattro cartelle contiene 24 norme ispirate al
concetto ''impara e adatta'' e "applicabili a tutte le
operazioni in Afghanistan". Per lo più si tratta di
raccomandazioni già presenti nelle linee guida di
McChrystal che a loro volta erano inspirate dalla
dottrina anti-insurrezione redatta da Petraeus per le
operazioni in Iraq. Petraeus sostiene che in questa
sfida ''il terreno decisivo è il terreno umano'', per
cui si incoraggiano i militari ''a vivere fra la gente''
con un comportamento da ''buon ospite'', “rispettoso
della cultura locale” per “conquistare la fiducia della
popolazione”. Accanto a indicazioni relative
all’approccio con gli afghani, come quella di togliersi
gli occhiali da sole durante le pattuglie (che devono
essere effettuate quando possibile a piedi e non a bordo
di veicoli), il comandante raccomanda di "combattere la
cultura dell'impunità" individuando e segnalando i
funzionari afghani corrotti come chiesto anche dal
presidente Hamid Karzai. L’obiettivo prioritario è
trasformare gli afghani in “protagonisti della
costruzione e del successo della loro comunità”, passo
indispensabile verso la transizione delle responsabilità
militari che consentirà il disimpegno statunitense dal
Paese. L'impegno costante, dice ancora il comandante
Isaf, deve essere quello di collaborare con “le forze di
sicurezza afghane”e di “muoversi come un'unica squadra''
perché “l'unità negli sforzi e la cooperazione non sono
un optional”.